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Tutto su Scandiano

Le origini di Scandiano

Scandiano (in dialetto reggiano Scandiân) con 24.707 abitanti è uno fra i comuni più popolosi della provincia di Reggio Emilia. Esso dista dal capoluogo 10 chilometri, ed e' uno fra i centri economici piu' ampi e rinnomati della provincia. Il comune è sorto su una città abitata fin dal Neolitico. Il comune di Scandiano e' locato nella parte piu' marginale dell' Appennino reggiano. Il territorio è attraversato da Nord-Ovest a Sud-Est dal torrente Tresinaro un affluente del fiume Secchia.

Dove

Scandiano e' veramente molto interessante anche dal punto di vista artistico e grazie a questa suo punto forte diviene attrazzione per molti. Le prime documentazioni relative a questo comune risalgono al XIII° secolo. L'attuale comune ebbe origine nel 1262 quando Gilberto Fogliani costruì un castello intorno al quale si stabilirono diverse famiglie, che provenivano dal Castellazzo di Pratissolo, insieme ad alcuni guelfi.

Scandiano tra il 500 e il 700 conobbe un periodo di grande prosperità, dai Boiardo ai Thiene, dai Bentivoglio agli Este che la arricchirono di opere, monumenti ed edifici, qui abitarono artisti del calibro di Antonio Vallisneri e Lazzaro Spallanzani, e il poeta Matteo Maria Boiardo. La casa di origine di Antonio Vallisneri fu restautata per opera di un privato, mentre della residenza di  Spallanzani  se ne occupo' il Comune  che ne ha fatto la sede di alcuni Assessorati e del Centro Studi (denominato come il celebre artista).
Il monumento maggiormente noto e' la Rocca nella quale visse Matteo Maria Boiardo, l'autore de "L'Orlando Innamorato".
Nel territorio di Scandiano sono presenti numerose chiese.
Dai tempi piu' lontani del villaggio neolitico di Chiozza (3500 A.C.) nel territorio si alternarono persone provenienti da diversi luoghi.
I primi ad arrivare e pertanto a sostituire gli abitanti del luogo furono i Liguri, seguiti dagli Umbri, dagli Etruschi, dai Boi e dai Romani.
Nel tardo impero, a causa dell' avvicinarsi imminente delle invasioni barbariche la popolazione si accentro' alla Pievi ed entro Borghi fortificati.
In questo periodo ci furono importanti donazioni di terre da parte di cariche illustri come Re e Imperatori a Vescovi, Conti e Abati. Nacquero lentamente cosi' molti feudi.

Sul territorio di Scandiano ci fu una lunga guerra combattuta tra le famiglie che sostenevano il Papa e quelle che supportavano l'Imperatore. I Malapresa, signori di Scandiano di parte ghibellina, ed i loro alleati furono sconfitti e allontanati dalle loro terre ed il castello del Gesso fu distrutto.
Quell'anno segnò anche l'inizio della fortuna del castello di Scandiano che divenne, alcuni anni dopo, la capitale dei possedimenti della potente famiglia dei Da Fogliano.
Il 23 febbraio 1344 Scandiano fu testimone di un importante fatto storico. Il poeta Francesco Petrarca, uscito dalla città di Parma e diretto a Bologna con alcuni compagni, durante la notte nei pressi di Scandiano sfuggì a un'imboscata e da morte certa trovando salvezza e rifugio nel castello di Scandiano. I Da Fogliano governarono Scandiano fin all'anno 1409.

Nel suo breve periodo di governo Nicolò III D'Este, subentrato ai Da Fogliano, fece importanti lavori al castello e concesse ai suoi abitanti la possibilità di mantenere il mercato settimanale.
Nell'agosto del 1423 Feltrino Boiardo divenne il nuovo signore di Scandiano e, il 13 dicembre dello stesso anno, Filippo Maria Visconti gli conferi' il titolo di conte.

Durante il governo di Feltrino e dei suoi discendenti Matteo Maria, Giovanni, Gio.Battista e Giulio Scandiano conobbe una forte crescita economica, urbanistica e culturale. Anche gli Ebrei, chiamati da Feltrino  contribuirono molto allo sviluppo del Paese.

La famiglia dei Boiardo governo' per quasi cento anni e grazie ad essi nell'estate del 1494 arrivò a Scandiano da Venezia, dove operava, lo stampatore Pellegrino De Pasquali. Dai suoi torchi, sistemati all'interno del castello, uscirono la prima edizione in quarto dell'Orlando Innamorato e l'edizione degli Statuti di Arceto e Scandiano.

Il castello di Scandiano, trasformato in sontuosa dimora da Giulio Boiardo ed abbellito con le decorazioni a fresco di Nicolò dell'Abate ebbe l'onore di ospitare, il 13 giugno e il 3 luglio 1543, Papa Paolo III. Il Papa si reco' a Scandiano per vedere l'Eneide conosciuta ed ammirata in  tutta Italia.

Ad Ippolito Boiardo, ultimo rappresentante di questa famiglia morto nel 1560, successe, nel governo del paese, il conte Ottavio Thiene, marito di Laura Boiardo.

Il loro governo fu caratterizzato dalla difesa dei loro privilegi ed interessi. Dopo  il breve dominio del governo di Enzo Bentivoglio, morto nel 1643, il duca Francesco I, ritorno' in possesso del marchesato e a sua volta lo cedette agli zii Luigi e Borso d'Este.
Con l' arrivo dei Principi d'Este iniziò un periodo di pace e benessere. I nuovi incentivarono l'economia, incoraggiarono le iniziative commerciali, la costruzione di nuove case e l'immigrazione.
Scandiano divenne un importante centro di cultura, gli stessi Principi D' Este chiamarono importanti maestri provenienti da ogni parte d'Italia.

Per un breve periodo Scandiano fu sotto il dominio del Duca Ercole, e sucessivamente all'arrivo delle truppe napoleoniche, la Comunità di Scandiano aderì alla Repubblica reggiana. Da quel 10 ottobre 1796 Scandiano partecipò attivamente agli avvenimenti politici che segnarono la nascita delle repubbliche Cispadana e Cisalpina. Al periodo napoleonico di grandi cambiamenti e di riforme ma anche di guerre e di sacrifici per le popolazioni seguì, con il ritorno a Modena del duca Francesco IV, il lungo periodo della Restaurazione.

Dopo la fuga da Modena del duca Francesco, del giugno del 1859, la nostra Comunità partecipò, con due suoi rappresentanti i cittadini Giovanni Vecchi e Diego Vallisneri, all'Assemblea sovrana delle Provincie modenesi.
Nell'agosto del 1859 il comune fu conquistato dagli uomini della sinistra e vi rimase sino alle votazioni del 27 luglio 1902 vinte dai moderati. I socialisti, di Luigi Ghiacci tornarono a governare il Comune dopo la vittoria del 24 ottobre 1920. Negli anni seguenti ci furono forti violenze da parte dei fascisti, anche mortali, ai danni dei socialisti. La Giunta socialista fu estromessa con violenza nell'agosto 1922. Nello stesso anno fu assassinato dai fascisti l'Assessore Umberto Romoli. Il Municipio venne occupato e fu nominato un Commissario prefettizio e chieste le dimissioni del Sindaco, della Giunta e di tutti i componenti del Consiglio Comunale. Molti cittadini a causa della dittatura fascista furono costretti ad emigrare in francia. La causa della Resistenza venne sostenuta da gran parte della popolazione che si uni' ai partigiani.

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Tutto su Scandiano: la storia, il turismo e alcuni aspetti geografici riguardanti le coltivazioni del comune.
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